Ultima modifica: 10 Dicembre 2017

Cento passi verso la legalità

Le studentesse e gli studenti delle quinte classi del nostro istituto hanno partecipato all’incontro con Giovanni Impastato, il 23 maggio 2016, giornata di commemorazione delle vittime di Capaci.

L’incontro si inserisce nel progetto “Cento passi verso la legalità”, realizzato da alcuni docenti di Diritto e Storia e coordinato dalla Prof.ssa Giuseppina Perrone.

Così lo studente Nicola Farenga, della V D, commenta l’evento.

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”.

Questa è la voce di un ragazzo che non rimase indifferente di fronte ai problemi che affliggevano la sua terra, la Sicilia e il suo paese, Cinisi. Un ragazzo simbolo di ideali nobili, quali il riscatto sociale e la voglia di una società giusta, libera dal cancro rappresentato dal potere mafioso. Peppino Impastato aveva intuito la necessità di educare alla cultura, alla legalità, di sviluppare tra i giovani quel  senso di attenzione verso quei temi necessari perché avvenisse una crescita collettiva, necessari affinché si potessero affermare principi di rispetto e onestà.

L’azione incessante di Peppino si sviluppava attraverso l’informazione, attraverso la sua radio e quel linguaggio diretto, incisivo ed a volte ironico, totalmente differente dalla sintassi di carattere mafioso. L’informazione portata avanti da Peppino è scomparsa, i media a volte la delegano a qualche firma coraggiosa, probabilmente perché l’esposizione mediatica e la pressione da parte dell’opinione pubblica rappresentano un pericolo, o perché l’informazione odierna non è limpida come quella sviluppata da Impastato, ma complicata e condizionata.

Questo giustifica il fatto che la speranza di Peppino era riposta nella cultura, in chi approfondisce, in chi sente, anche se il problema non lo tocca direttamente, che tutto ciò gli appartiene, in chi è capace di vedere una prospettiva risolutiva, perché conoscere ci rende liberi ed indipendenti.

Probabilmente Leopardi aveva ragione quando affermava che “il genere umano non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina” perché il male non è presente solo nell’ambiente mafioso, ma anche omertà, indifferenza e rassegnazione sono sinonimi di male. Il male contro cui Impastato ha sempre combattuto e lottato e a causa del quale, purtroppo, è caduto. Eppure i suoi ideali continuano vivere, ad essere condivisi, grazie ad eventi come quello tenutosi il 23 maggio presso la nostra scuola, e grazie all’impegno di persone che, come Giovanni Impastato, portano avanti l’azione di Peppino con la sua stessa passione ed il suo stesso coraggio.

     




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